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Le stanze 
ritratti di Chiara Cappelletti 

Le opere più recenti di Chiara Cappelletti nascono da un’as senza. Le figure non compaiono mai, eppure tutto parla di loro. Restano i nomi, affidati ai titoli, e restano le stanze: interni silenziosi, raccolti, attraversati da una presenza impalpabile che continua tuttavia ad abitare ogni dettaglio. 

Gli oggetti, la luce, le superfici, l’ordine degli elementi non costituiscono semplicemente un ambiente, ma suggeriscono un carattere, un’abitudine, una fragilità. 

 L’identità dei soggetti si è depositata lentamente nelle cose, la sciando nelle stanze una forma di memoria intima e trattenuta. Ogni particolare è osservato con una cura meditativa: i riflessi, i tessuti, le ombre. In questa attenzione al dettaglio si avverte una sensibilità che richiama la tradizione fiamminga, non tanto come riferimento esplicito, quanto nel modo di intendere la pit tura come spazio di osservazione lenta, dove anche l’elemento più minimo può caricarsi di significato. Nulla appare decorativo o casuale; ogni cosa sembra custodire un frammento di presenza. Eppure, nonostante la nitidezza della visione, queste stanze restano profondamente enigmatiche. 

C’è una sospensione che le attraversa: il tempo sembra fer marsi poco prima o poco dopo un accadimento. Lo spettatore entra così in ambienti che appaiono familiari ma non del tutto accessibili, stranianti, luoghi interiori che resisto no a una definizione precisa. 

Come nella tradizione letteraria la “stanza” poetica rappresenta uno spazio chiuso e insieme aperto all’eco, alla risonanza, alla possibilità evocativa, ogni dipinto si costruisce come misura intima del pensiero e dell’emozione, un luogo raccolto in cui il silenzio ha un ruolo centrale quanto quello della luce. 

Più che raccontare delle storie, Chiara Cappelletti sembra interrogare ciò che gli spazi trattengono. Le sue stanze non mostrano mai direttamente una vita; ne restituiscono l’atmosfera, la temperatura emotiva, il passaggio. 

Ed è forse proprio in questa sottrazione che la pittura trova la sua forma più intensa: nel lasciare che siano le cose, i vuoti e la luce a parlare. 

Ofelia Fioretti

GALLERIA VOLANTE
Piazzola sul Brenta PD
Piazza Camerini, via Roma 42

domenica 10:00 - 18:00
da martedì a sabato 16:00 - 20:00
lunedì chiuso 

info 349 4716236

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